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Partner : i comportamenti di coppia sbagliati

Partner  : quali sono i modi sbagliati di esprimere una critica all’altro? Cosa nascondono gli atteggiamenti di disprezzo e collera verso il/la partner? Daniel Goleman analizza le conseguenze di questi comportamenti distruttivi per una sana vita di coppia
Daniel Goleman
Intelligenza emotiva. BUR

Fred: Hai ritirato la mia roba in tintoria?
Ingrid: (Con tono di scherno) “Hai ritirato la mia roba in tintoria?” Vattela a prendere da te la tua maledetta roba. Che cosa sono, la tua serva?
Fred: Magari. Se lo fossi, almeno sapresti fare il bucato.

Se si trattasse di uno scambio di battute in una “sitcom”, potrebbe essere anche divertente. Ma questo dialogo dolorosamente caustico ebbe luogo in una coppia che (fatto non molto sorprendente) divorziò nel giro di pochi anni.161 Teatro del loro scontro fu il laboratorio diretto da John Gottman, uno psicologo della Chicago University che ha compiuto l’analisi più dettagliata forse mai condotta sulle emozioni che cementano le unioni e sui sentimenti corrosivi che possono invece distruggerle.162 Nel suo laboratorio, la conversazione dei due partner viene videoregistrata e poi sottoposta a ore e ore di microanalisi per rivelare eventuali correnti emozionali sotterranee. Questa mappatura dei comportamenti distruttivi che possono portare una coppia al divorzio dimostra l’importanza cruciale dell’intelligenza emotiva nella sopravvivenza di un matrimonio.
Negli ultimi vent’anni, Gottman ha monitorato gli alti e bassi di più di duecento coppie, alcune appena sposate, altre convolate a nozze da decenni. Gottman ha studiato l’ecologia emozionale del matrimonio con una tale precisione che in uno studio è stato in grado di prevedere – “con un’accuratezza del 94 per cento” – quali coppie, fra quelle osservate nel suo laboratorio (come Fred e Ingrid, la cui discussione sulla tintoria era stata così aspra) avrebbero divorziato nei tre anni successivi: una precisione mai vista negli studi sulle coppie!
Il potere dell’analisi di Gottman sta nel suo metodo meticoloso e nella precisione dei suoi sondaggi. Mentre i partner parlano, alcuni sensori registrano cambiamenti fisiologici anche minimi; un’analisi istante per istante delle loro espressioni facciali (usando il sistema per la lettura delle emozioni sviluppato da Paul Ekman) rileva le sfumature emozionali più fugaci e impercettibili. Dopo la seduta, ciascun partner ritorna da solo al laboratorio, rivede la registrazione della conversazione e racconta ciò che pensava durante i momenti più roventi dello scambio. Il risultato è simile a una radiografia emozionale del matrimonio.
Secondo Gottman, un atteggiamento aspramente critico da parte dei partner costituisce un segnale di avvertimento precoce del fatto che il matrimonio è in pericolo. In un matrimonio sano, marito e moglie si sentono liberi di dar voce a un rimprovero. Ma troppo spesso nella foga del momento, i rimproveri vengono espressi in modo distruttivo, come un attacco diretto alla personalità del coniuge. Consideriamo, ad esempio, questo caso: mentre il marito, Tom, si era recato in libreria, Pamela era andata in giro con la figlia per acquistare delle scarpe. Erano rimasti d’accordo che si sarebbero incontrati di fronte all’ufficio postale di lì a un’ora, per poi recarsi insieme al cinema. Al momento stabilito, Pamela era puntuale, ma non c’era traccia di Tom. “Ma dov’è? Il film comincia fra dieci minuti”, si lamentò Pamela con la figlia. “Se c’è un solo modo per mandare a monte qualcosa, sta’ tranquilla che tuo padre non se lo lascia sfuggire.”

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Quando Tom comparve, dieci minuti dopo, tutto felice per aver incontrato un amico e scusandosi per il ritardo, Pamela lo attaccò sarcastica: “Non preoccuparti, va tutto bene: aspettando abbiamo avuto la possibilità di discutere della tua sorprendente abilità a mandare all’aria ogni progetto. Sei talmente menefreghista ed egocentrico!”. Il rimprovero di Pamela è qualcosa di più di una protesta: è l’assassinio di una personalità, una critica rivolta alla persona, non al suo operato. Dopo tutto, Tom si era scusato. Ma irritata dal suo errore, Pamela gli dà del “menefreghista ed egocentrico”. Moltissime coppie, di tanto in tanto, passano attraverso momenti come questo, nei quali un rimprovero, invece di limitarsi a censurare l’azione di uno dei due partner, assume la forma di un attacco contro la sua persona. Ma queste aspre critiche personali hanno un impatto emozionale di gran lunga più corrosivo di quello di una protesta più ragionevole. E tali attacchi, comprensibilmente, diventano sempre più probabili quando un coniuge ha la sensazione che le proprie lamentele restino inascoltate o ignorate.
Le differenze fra una protesta e una critica personale sono semplici. In una protesta, la moglie indica specificamente che cosa l’ha infastidita e critica l’azione del marito, spiegando come essa l’abbia fatta sentire, senza scagliarsi direttamente contro di lui: “Il fatto che hai dimenticato di prendere i miei vestiti in tintoria mi ha dato la sensazione di essere trascurata”. Questa è un’espressione di elementare intelligenza emotiva: sicura, senza aggredire né mostrare passività. Ma in una critica personale, la donna avrebbe usato la rimostranza specifica per lanciare al marito un attacco globale: “Sei così egoista e privo di attenzioni. Questo non fa che dimostrare che faccio bene a pensare che tu non ne possa mai combinare una giusta”. Questo tipo di critica provoca in chi la riceve sentimenti di vergogna e di colpa, oltre alla sensazione di non essere amato – tutte percezioni che scateneranno con maggiori probabilità una reazione difensiva, e non un reale tentativo di migliorare le cose.
Questo è più che mai vero quando alle critiche va ad aggiungersi il disprezzo, un’emozione particolarmente distruttiva. Il disprezzo compare facilmente associato alla collera; di solito esso viene espresso non solo attraverso le parole usate, ma anche dal tono di voce e da un’espressione di collera. La sua forma più ovvia, naturalmente, è lo scherno o l’insulto – “scemo”, “puttana”, “smidollato”. Ma il linguaggio corporeo che trasmette il disprezzo non ferisce certo di meno: si pensi soprattutto al sogghigno, o al labbro sollevato, che sono i segni facciali universali per esprimere il disgusto, oppure al gesto di alzare gli occhi al cielo, come per dire “Oh, Dio!”.
L’espressione facciale caratteristica del disprezzo è una contrazione del muscolo che tende gli angoli della bocca verso i lati (di solito verso sinistra), mentre gli occhi ruotano verso l’alto. Quando uno dei due partner assume rapidamente questa espressione, l’altro, in un tacito scambio emozionale, va incontro a un aumento della frequenza cardiaca di due-tre battiti per minuto. Questa conversazione non verbale ha il suo prezzo; Gottman scoprì che se in una coppia il marito mostra regolarmente disprezzo, la moglie andrà più soggetta a tutta una serie di problemi di salute che vanno dai frequenti raffreddori e agli attacchi di influenza, alle infezioni vescicali, alla candidiasi, e ai sintomi di interesse gastroenterico. E se nel corso di una conversazione di quindici minuti il volto di una moglie assume quattro o cinque volte un’espressione di disgusto – un parente prossimo del disprezzo – questo è un tacito segnale del fatto che probabilmente quella coppia si separerà nel giro di quattro anni.

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Naturalmente, l’esibizione occasionale di disprezzo o disgusto non compromette un matrimonio. Piuttosto, queste scariche emozionali hanno un ruolo simile, come fattori di rischio, a quello del fumo e del colesterolo alto per le cardiopatie – quanto più sono intense e prolungate, tanto maggiore è il pericolo. Sulla via che porta al divorzio, la presenza di uno di questi fattori lascia prevedere la comparsa del secondo, in un’escalation di infelicità. Un abituale atteggiamento critico, e il disprezzo o il disgusto, sono segni di pericolo perché indicano che il coniuge ha silenziosamente formulato un giudizio molto negativo sul proprio partner, che nei suoi pensieri è fatto oggetto di costante condanna. Questi pensieri negativi e ostili portano naturalmente ad attacchi che mettono chi li subisce sulla difensiva – o lo preparano a passare al contrattacco.
Nella reazione di combattimento o fuga, ciascuna delle due opzioni rappresenta un modo in cui un coniuge può rispondere all’attacco dell’altro. La soluzione più ovvia è quella di rispondere contrattaccando, con un’esplosione di collera. Questa via solitamente porta a uno scontro verbale violento e privo di frutti. Ma la risposta alternativa, la fuga, può essere ancora più pericolosa, soprattutto quando consiste nel ritirarsi in un silenzio ostile.
L’ostruzionismo è l’ultima difesa. L’ostruzionista è inespressivo, e si ritira dalla conversazione rispondendo con impassibilità e silenzio. In tal modo, invia un messaggio potente e snervante, qualcosa di simile a una combinazione di distacco glaciale, superiorità e disgusto. L’ostruzionismo compare soprattutto nei matrimoni che vanno verso la crisi; nell’85 per cento di questi casi il marito fa l’ostruzionismo in risposta a una moglie che lo attacca con disprezzo e atteggiamento critico.163 Come risposta abituale, l’ostruzionismo è devastante per la salute di una relazione: esclude infatti ogni possibilità di ricomporre il disaccordo.

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