Cervello : usarlo per cambiare

Il nostro cervello siamo noi a guidare questa potente “macchina” o ci limitiamo a farci guidare da lui. È sufficiente questa semplice domanda che ci pone Richiard Bandler, padre della PNL, per aprire le porte a una serie di stimolanti considerazioni, fino alla domanda finale di questo articolo.
Richard Bandler
Usare il cervello per cambiare. Astrolabio

cervello 1

La maggior parte degli individui non utilizza attivamente e deliberatamente il proprio cervello. Il cervello è come una macchina alla quale manchi un interruttore con la posizione di ‘spento’. Se non gli si da qualcosa da fare, non fa altro che continuare a girare, e alla fine si annoia. Se mettete una persona in una camera di deprivazione sensoriale, dove non c’è possibilità di avere esperienze esterne, essa inizierà a generare esperienze interne. Se il cervello se ne sta lì senza far niente, comincerà a fare qualcosa, e non pare che gli importi molto che cosa. A voi può importare, ma a lui no.
Per esempio, vi è mai capitato di starvene semplicemente lì seduti a occuparvi dei fatti vostri, o di essere profondamente addormentati, quando all’improvviso il vostro cervello vi fa balenare davanti un’immagine che vi spaventa a morte? Quante volte capita che qualcuno si svegli nel cuore della notte perché ha appena rivissuto un’esperienza di piacere estatico? Se si è trascorsa una brutta giornata, allora più tardi il cervello ce ne offrirà delle vivide repliche, più e più volte. Non basta aver passato una brutta giornata; ci si può rovinare l’intera serata, e magari anche buona parte della settimana seguente.
La maggior parte delle persone non si ferma qui. A quanti di voi capita di ripensare a cose sgradevoli accadute molto tempo fa? È come se il vostro cervello stesse dicendo: “Su, rifacciamolo! Abbiamo un’ora prima di pranzo, mettiamoci a pensare a qualcosa di veramente deprimente. Forse riusciamo ad arrabbiarci per quella faccenda con tre anni di ritardo”. Avete mai sentito parlare di ‘sospesi’? Non sono faccende in sospeso, sono finite; è solo che non vi è piaciuto come sono andate a finire.
Adesso voglio che scopriate come è possibile imparare a trasformare la vostra stessa esperienza, e ad acquisire un certo controllo su ciò che avviene nel vostro cervello.
La maggior parte delle persone sono prigioniere del loro stesso cervello. È come se fossero incatenate all’ultimo sedile dell’autobus, con qualcun altro al volante. Voglio che impariate a guidare voi stessi il vostro autobus personale. Se al vostro cervello non date qualche indicazione, o viaggerà a casaccio per conto proprio, oppure altre persone troveranno il modo di dirigerlo al posto vostro, e può ben darsi che non si preoccupino troppo di quelli che sono i vostri interessi. Anche se se ne preoccupano, è possibilissimo che si sbaglino!

cervello 2

La PNL è un’opportunità per studiare la soggettività, qualcosa che a scuola mi veniva descritta come orribile. Mi spiegavano infatti che la vera scienza considera le cose oggettivamente. Ciò nonostante, mi sono poi accorto che quella che più influiva sul mio comportamento era la mia esperienza soggettiva, e di conseguenza mi sono messo in mente di scoprire qualcosa sul suo funzionamento, e sul modo in cui esercita il suo influsso sugli altri. Visto che il cervello è il mio giocattolo preferito, nel corso di questo seminario farò con voi alcuni giochetti mentali.
A quanti di voi piacerebbe avere una “memoria fotografica”? E quanti di voi ricordano vividamente esperienze sgradevoli del passato, che continuano a tornarvi alla memoria? È indubbio che questo aggiunga un po’ di sugo alla vita. Se andate a vedere un film dell’orrore, e poi tornate a casa e vi mettete a sedere, l’atto del mettervi a sedere vi porterà facilmente a ritrovarvi sull’istante sulla poltrona del cinema. A quanti di voi è capitato di vivere quest’esperienza? E affermate di non avere una memoria fotografica! Ce l’avete già; solo che non la state usando in modo mirato. Se riuscite ad avere una memoria fotografica quando si tratta di ricordare fatti sgradevoli del passato, sembrerebbe proprio una bella cosa riuscire a convogliare deliberatamente un po’ di quell’abilità in esperienze più utili.
A quanti di voi è capitato di pensare a qualcosa che non è ancora successo, e di star male in anticipo? Perché attendere? Si potrebbe benissimo cominciare a star male fin da ora, giusto? E poi quella cosa non è successa. Ma voi quell’esperienza non avete voluto farvela sfuggire, non è vero?
Questa capacità può funzionare anche nel senso inverso. Alcuni di voi hanno già trascorso la parte migliore della vacanza prima ancora di partire: e poi, quando si arriva sul posto, si resta delusi. La delusione richiede una programmazione adeguata.

cervello 3

Avete mai pensato a quanto vi date da fare, al solo fine di restare delusi? In realtà ciò richiede una programmazione accurata. Più si programma, più si resta delusi. Certuni vanno al cinema, e poi dicono: “II film non era esattamente all’altezza di quello che mi aspettavo”. Questo mi dà da pensare: se in testa avevano un film così bello, chi glielo ha fatto fare di andare al cinema? Perché andarsi a sedere in una sala dal pavimento appiccicoso e dai sedili scomodi per vedere un film, e poi dire: “Nella mia testa avrei potuto fare di meglio, e non avevo neanche la sceneggiatura”.
Questo è il genere di cose che succede quando si lascia che il cervello viaggi per conto suo. La gente dedica più tempo a imparare a usare un frullatore di quello che dedica a imparare a usare il proprio cervello. Non si da una grande importanza al fatto di usare deliberatamente la propria mente in maniere diverse da quella abituale.
Vi si chiede di “essere voi stessi”… come se esistesse un’alternativa. Ci siete incastrati, credete pure a me. Immagino che potrebbero cancellarvi ogni ricordo con l’elettroshock, e poi trasformarvi in qualcun altro, ma i risultati che ho visto non mi sono parsi molto attraenti. Finché non inventiamo una macchina per cancellare la mente o roba del genere, penso che siate proprio incastrati in voi stessi. E non è così brutta, perché potete imparare a usare il vostro cervello in maniere più funzionali. La PNL è esattamente questo.
Quando ho cominciato a insegnare, alcuni si sono fatti l’idea che la PNL avrebbe aiutato la gente a programmare la mente degli altri così da controllarli e da renderli meno umani. Parevano avere l’idea che cambiare deliberatamente una persona avrebbe in qualche modo ridotto la sua umanità. La maggior parte delle persone sono dispostissime a trasformarsi deliberatamente con antibiotici e cosmetici, ma il comportamento sembra qualcosa di diverso. Non ho mai capito in che modo trasformare qualcuno così da renderlo più felice possa mutarlo in un essere umano di minor valore. Ma mi sono accorto, invece, di quante persone siano bravissime a far star male i loro mariti, le loro mogli, i loro figli, o addirittura dei completi estranei, col semplice espediente di ‘essere se stessi’. Talvolta chiedo a qualcuno: “Perché essere veramente tè stesso, quando potresti diventar qualcosa di veramente valido?”. (…)

Leggi su Richard Bandler
Leggi: “Pensare: istruzioni per l’uso”